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Amazon e i rischi per gli scrittori

Action figure che lancia una sfera di energia contro puppazo di scatole di Amazon
Oltre 9000 di Blake Danger Bentley
Amazon in Italia

Credo di poter dire che Amazon ha un'ottima reputazione, perlomeno tra gli scrittori autopubblicati in Italia, ma non è affatto altrettanto ben vista negli Stati Uniti. Indubbiamente ha dei meriti nel mondo degli ebook che, almeno in Italia, praticamente non esisteva prima del suo arrivo. E bisogna anche aggiungere che al contrario dei suoi competitor italiani[1] ha sempre funzionato bene come azienda, e tutto questo non è poco. Ma c'è anche da dire che per l'azienda americana il nostro mercato è un interesse secondario, a cui è arrivata con molto ritardo e dove fa il minimo indispensabile. Ad esempio in Italia non è ancora possibile prestare libri o avere un profilo Author Central. Fondamentalmente però il problema è un altro: Amazon non fa nulla per beneficienza, ma è invece spietatamente efficiente, penso quindi che si debba mantenere la stessa freddezza parlando di Amazon.

Inizio col dire che non credo che, al contrario, Amazon sia "malvagia", ma che siamo di fronte al caso in cui qualcuno, grazie al suo potere, è in grado di ottenere non solo il giusto profitto, ma quasi tutto il profitto. Il che a lungo termine può riflettersi negativamente sulla letteratura e sul benessere degli scrittori. In altre parole si tratta di un caso di scuola di abuso della posizione dominante ottenuta in un settore per dominarne un altro.

L'ascesa di Amazon

Amazon ha ottenuto la posizione dominante nel mercato dei libri ed ebook anche vendendo in perdita[2] e sussidiando il settore libri con i profitti da altre vendite più remunerative. Una situazione che può permettersi di mantenere anche adesso perché gli fornisce un parco clienti nei settori più ricchi, come i film o la televisione.

Amazon usa questi espedienti a tutti i livelli, ne cito solo uno pratico per non dilungarmi troppo: se non rendi disponibilie il tuo libro per Kindle Unlimited[3] la tua posizione nella ricerca e nelle classifica vendite viene penalizzata, per il semplice fatto che le letture in KU contano come vendite. Se invece scegli di parteciparvi le royalty che ricevi sono decise e cambiate arbitrariamente da Amazon e sei vincolato ad un contratto in esclusiva con l'azienda americana.

Amazon è più sofisticata degli scrittori

Molti scrittori indipendenti vedono che Amazon gli fa vendere più libri di altri negozi, quindi pensano che più vendite fa l'autore più Amazon sia contenta. In altre parole ritengono che gli interessi di Amazon siano allineati a quelli degli scrittori, ma questo non è esatto. Chi ha qualche anno ricorderà sicuramente il dibattito sulla "coda lunga" cioè su come il nuovo mercato mediato da internet avrebbe cambiato le carte in tavola e favorito tutti. Questi si è rivelato esatto solo per i negozi online. I bestseller sono diventati sempre più bestseller e i negozi fanno molti soldi vendendo poche copie di qualsiasi cosa, ma i piccoli creatori continuano a vendere poco. Il fatto che costi poco provare, e il miraggio dei grandi guadagni, fornisce però sempre carne fresca ai negozi, e quindi il ciclo continua. Amazon ha semplicemente maggiori risorse e intelligenze per gestire il mercato meglio di quanto possano fare gli scrittori.

Il futuro dei libri ?

Per capire il rischio che si corre pensiamo ad Apple e la musica: Apple ha essenzialmente azzerato i profitti della musica venduta, tanto che qualche anno fa la sezione iTunes aveva un fatturato di miliardi, ma profitti di pochi milioni[4]. Riusciva a permettersi questo semplicemente perché guadagnava miliardi vendendo iPod e attirando persone nel suo mondo, a cui poi rivendeva altri prodotti. Il risultato attuale è che i guadagni che i musicisti professionisti ricevono dalla vendita di musica è diminuita notevolmente. Al contempo è aumentata a dismisura la percentuale degli stessi relativa a concerti e merchandising, tanto che molti non riuscirebbero a sopravvivere senza di essi. Al di là del fatto che sia giusto o meno, è sicuro che non esiste un'alternativa simile per gli scrittori.

Conclusione

Amazon può fare molti soldi grazie ai libri, pur riducendo all'osso i guadagni degli scrittori ed editori.

Ad oggi non è possibile, per chi scrive ebook, abbandonare Amazon, ma spero di aver mostrato che è altrettanto rischioso per gli scrittori indipendenti essere soltanto su Amazon, perché quello che si guadagna in semplicità lo si perde in prospettive future. E ovviamente in guadagni futuri. Per ogni autore che concede l'esclusiva ad Amazon questa diventa più forte e lo scrittore diventa sempre più dipendente su di essa, il che non è mai saggio dal punto di vista economico.


Note

1. che sono stati accusati, in passato, di non pagare autori ed editori, se non con molto ritardo []

2. Amazon accumulava perdite i primi anni ed è sopravvissuta grazie agli enormi investimenti iniziali []

3. un servizio di abbonamento per i libri []

4. il bilancio non erano scorporato per singole proprietà, ma questi erano i calcoli degli analisti []

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