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Critica ragionata di Kindle Unlimited

Lunghe file di scaffali di una biblioteca
KTH Main Library di KTH Biblioteket

Nelle ultime settimane si è parlato molto del servizio Kindle Unlimited di Amazon, che ha cambiato metodo di calcolo del pagamento delle royalties, ma penso sarebbe utile condurre un'analisi d'insieme del servizio in sé, oltre a questo cambiamento specifico.

La filosofia di Amazon

Innanzitutto spieghiamo cos'è Kindle Unlimited, per chi non lo conoscesse: è un servizio di lettura in abbonamento di Amazon che permette di leggere tutti i libri che si vogliono, scelti in un determinato catalogo, pagando un abbonamento mensile. L'idea alla base dei servizi basati su ebook che Amazon offre è che la letteratura non ha nulla di speciale rispetto ad altri passatempi, come i videogiochi o la musica. I libri devono competere in termini di costi con questi divertimenti e come in qualsiasi altra competizione economica abbassare i prezzi è una strategia per conquistare un maggior mercato. In altre parole, Amazon si vede come un eroe a difesa della letteratura.

Lasciamo da parte ogni critica valoriale a questa visione, ovvero il fatto che i libri hanno un valore culturale differente rispetto a videogiochi e musica. Ad esempio, nessuno può scrivere la versione ludica di Manifesto del Partito Comunista o La Bibbia, per citare due libri significativi nella storia dell'umanità. Penso che ci sia del merito in questi argomenti, ma è altrettanto vero che gli altri metodi di intrattenimento hanno peculiarità proprie di simile valore. Ma punto più fondamentale è che, quale che sia il valore culturale di un'attività, è necessario fare i conti con la realtà economica e se qualcosa davvero funzionasse a migliorare l'economia di un prodotto sarebbe un bene. Tutti coloro che amano la letteratura italiana sanno bene che uno dei problemi di questo mondo è proprio la mancanza di soldi, che rende impossibile a molti dedicarvisi completamente. Il problema, secondo me, è che questa visione è sbagliata dal punto di vista economico.

Scribd: il concorrente

Per capire come ciò sia vero pensiamo ad un concorrente di KU, Scribd. Scribd fornisce anch'esso un servizio di  lettura abbonamento e anch'esso paga le royalties agli autori dei libri che vengono letti per almeno il 10%, il sistema utlizzato da KU fino al 1 luglio. Ebbene recentemente Scribd ha annunciato che eliminerà dal servizio alcuni dei romanzi rosa[1] perché i lettori leggono troppi di questi libri rendendo, quindi, antieconomico il servizio per Scribd stessa. Una prova pratica della non sostenibilità economica del servizio in abbonamento se vengono pagati gli autori come sono abituati. Ma il punto è che Amazon non lo ha mai fatto, perlomeno con KU. Infatti Amazon con il vecchio e il nuovo sistema di calcolo delle royalties non pagava mai il valore stabilito dall'autore, ma solamente dava una parte di un fondo globale destinato a tutti i libri letti dagli abbonati del servizio KU. Questo perché Amazon, sempre attentissima nelle metriche, sapeva bene che poteva fornire un servizio simile solo tagliando i profitti degli autori.

I lati oscuri di Kindle Unlimited

Come accennato dall 1 luglio esiste un nuovo sistema di pagamento delle royalties agli autori. Con il sistema precedente le letture tramite il programma KU erano meno remunerative delle vendite normali, ma era relativamente semplice per un autore capire se gli conveniva aderire al programma[2]. Dal 1 Luglio il sistema diventa basato sulle pagine lette, semplicemente più pagine vengono lette dei tuoi libri più soldi guadagni. Il sistema precedente favoriva i libri corti, mentre questo favorisce i libri lunghi, ma questo in fondo è un dettaglio. Il punto centrale è che questo nuovo metodo di calcolo rende molto più difficile per un autore capire se conviene o meno far parte del mondo KU o, ad esempio, se deve cambiare il proprio modo di scrivere. In generale questo sistema disallinea ancora di più gli incenvitivi tra autori e Amazon. Questo perché ad Amazon non importa che un autore capisca come guadagnare di più dalla propria scrittura, ma che qualcuno continui a scrivere per occupare il tempo degli abbonati. Detto in altri termini non è possibile fare confronti con altri venditori classici di ebook

Ma allora come fa Amazon a convincere gli autori a dare i propri libri in dote al servizio Kindle Unlimited ? Amazon in mercati come USA e Italia ha una parte preponderante del mercato ebook, per i motivi che sappiamo. Amazon sfrutta questo fatto facendo sì che una lettura in KU conti come una vendita normale di un ebook, questo significa che se un autore rifiuta di dare il proprio libro in KU avrà anche meno vendite normali, perché avendo una posizione più bassa nelle classifiche di vendita sarà più difficile da trovare[3]. Ma se invece decide di dare il proprio ebook a KU, innanzitutto guadagnerà meno royalties per libro e in secondo luogo deve dare l'esclusiva ad Amazon per la vendita di quel ebook. È anche bene notare che è molto più facile vendere un libro con il servizio di abbonamento, perché non costa nulla al lettore, che vendere un libro in maniera normale, che ha sempre un costo. Se è vero che questo potrebbe giustificare le royalties minori è ovvio che il servizio in abbonamento intacca il valore di vendite normali che sarebbero comunque avvenute ed è per questo difficile capire quanto convenga per un autore. Il che spiega anche perché Scribd non possa fare qualcosa del genere per mantenere alti i guadagni, non ha la posizione dominante di Amazon. Come abbiamo visto la scorsa volta, questo è un caso di abuso di posizione dominante in un mercato per guadagnare potere in un altro.

Conclusioni

Qualcuno potrebbe dire che il sistema Kindle Unlimited è comunque meglio di un alternativa, che come Scribd insegna, non è praticabile. In altre parole Amazon ha ragione, meglio vendere molti libri a poco prezzo perché l'alternativa è vendere solo musica e videogiochi. Ma questa è una realtà che Amazon sta creando, ovverosia l'azienda stessa preferisce favorire un ambiente in cui ogni minuto di divertimento è uguale purché la si paghi. Amazon infatti è in grado di misurare quasi tutto dei suoi lettori, ma fornisce solo il minimo indispensabile agli autori ed anche agli editori, perché in questo modo mantiene il controllo e li confonde su quale sarebbe davvero la mossa migliore per loro stessi. Questa non è unicamente disonestà, semplicemente è molto più facile creare e gestire un infrastruttura basata unicamente su numeri piuttosto che comprendere pienamente cosa si sta vendendo.

Amazon è interessata a creare il mercato perfetto per vendere, non importa cosa, purché si venda. Questa è una scelta legittima, ma la sua posizione dominante rende praticamente impossibile un'alternativa, il che non solo è ingiusto, ma anche rischioso. Già il mercato italiano non è florido, se Amazon si prendesse tutti i guadagni la letteratura italiana potrebbe praticamente scomparire. Già oggi talune case editrici italiane scrivono e vendono direttamente in inglese, di questo passo cosa resterà della nostra voce ?


Note

1. il genere più popolare []

2. rimaneva sempre la difficoltà di calcolare l'impatto marketing delle letture KU []

3. la posizione in classifica può anche influenzare la posizione quando un potenziale acquirente compie una ricerca su Amazon []

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