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Recensione i Robot di La Marmora

Copertina con un robot gigante
Copertina de I Robot di La Marmora

Nonostante sia un discreto lettore del genere fantastico, colpevolmente, mi sono limitato ad autori stranieri. Non l'ho fatto per xenofilia, semplicemente, a meno di andarseli a cercare, gli autori italiani non si trovano. Ho deciso di iniziare a compensare questa mancanza con un racconto lungo: I Robot di La Marmora.

Sono soddisfatto dell'acquisto, ma sono anche rimasto un po' deluso.

Il libro è un racconto lungo di circa settanta pagine, che mostra in medias res una terza guerra d'indipendenza con interferenze aliene. Si scopre che gli alieni  supportavano l'Impero Austroungarico, ma poco prima dell'inizio del racconto un gruppo di oppositori ha cambiato sponda, venendo ad aiutare il Regno d'Italia. Risultato: avvincenti battaglie tra mostri e giganti, esplicitamente ispirate a Pacific Rim, con annessi eroismo e colpi di scena, ritorsioni e bombardamenti.

L'autore scrive bene e le sequenze di combattimento sono belle, ma la storia mi pare al contempo troppo corta e troppo lunga.

Da una parte i personaggi introdotti sono molti, per la maggior parte vanno e vengono per le brevi sequenze che li riguardano. Non sono un critico letterario, ma credo che i personaggi di un racconto  dovrebbero essere pochi ma buoni, invece qui c'è una gran confusione di personaggi segnaposto: generali e comandanti vari. Gli unici che sembrano avere un certo spessore sono il protagonista, Goffredo Gambara, e Squood.

Dall'altra esistono parti un po' tirate: una sequenza della storia vede il protagonista saltare bucolico nelle praterie con il suo robottone gigante. La scena ha lo scopo di giustificare l'assenza di Goffredo dalla battaglia finale, ma mi sembra un po' forzata.

Sono anche presenti alcuni anacronismi storichi, ovviamente non parlo dei robot giganti alieni, quanto, ad esempio, del curioso cinismo individualista del protagonista, che sembra un soldato americano della seconda guerra mondiale, il quale "deluso dai comandanti, combatte solo per i compagni". A parte il cliché, un nobile del XIX secolo che andava alla guerra per i Savoia e l'Italia non avrebbe certo ragionato così. Oltre al fatto che lo sviluppo stesso della storia sembra portarlo in un'altra direzione.

Ciò nonostante la storia funziona bene, credo che il vero problema di fondo sia stata la mancanza di ambizione dell'autore. Sembra che l'idea iniziale fosse un semplice tributo ai combattimenti di robot giganti, ma poi si è arrivati ad abbozzare qualcosa di più grande che è rimasto incompiuto. Se l'autore ne facesse un romanzo ritengo che molti dei problemi sparirebbero. Ad ogni modo, al modico prezzo di 1.53€ l'acquisto è quasi obbligato.

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