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Su Salvini, la tortura e la discussione pubblica

Particolare di una statua che urla
Marsia (l'urlo) di Giovanni

Salvini ha parlato di tortura, e lo ha fatto a suo modo, come sempre. Credo sia opionione comune e condivisibile che ciò che ha detto, preso alla lettera, sia brutto, brutto, brutto, per citare un intellettuale. Però bisogna ammettere che in modalità elettorale nessun politico parla in modo letterale, bensì in modo emozionale, per mostrare supporto o contrarietà, come se fossero nel bar accanto a te. E quelli come Salvini hanno sempre questo atteggiamento.

Basti pensare alle promesse elettorali, in cui tutti i politici, per un argomento o l'altro, dicono cose iperboliche. Per fare un esempio estero, l'intellettualissimo Obama usava parole forti a difesa dei diritti civili in campagna elettorale, poi si è comportato peggio di Bush. È un pessimo fenomeno ? Sì, ma non facciamo finta che riguardi solo Salvini, né che ne sia lui la causa. La causa invece, perlomeno in Italia, è certa sinistra che, dai tempi del PCI, è minoranza nel Paese ma maggioranza tra gli intellettuali. E sapendo di non poter vincere in modo pulito mira allo contrapposizione violenta cosciente del fatto che in simili scontri le minoranze di estremisti sono più compatte delle maggioranze di persone normali, per ovvi motivi.

Il vero nocciolo della questione è che esiste una parte dell'agone politico, e giudiziario, che odia i poliziotti per motivi ideologici e un'altra parte, che Salvini vuole rappresentare, che invece teme la prima. Infatti la questione per cui viene sbandierata come necessaria la legge, ovvero i fatti della scuola Diaz durante il G8, riguarda cose che sono già reati. Non a caso i perpetratori di questi crimini sono già stati condannati. Ma qualcuno vuole che siano ancora più condannati, il che francamente mi pare superfluo.

Nessuna persona onesta può affermare che in Italia esista un uso generale della tortura, né che siano diffuse pratiche come il waterboarding. L'Italia non è gli Stati Uniti, anzi, persino durante gli anni di piombo ha mantenuto un atteggiamento composto verso i terroristi. È quello che dovrebbe fare anche oggi, al contrario di quello che dice Salvini, ma anche, al contrario di quello che sostengono certi suoi avversari, avendo un atteggiamento rispettoso verso le forze dell'ordine che compiono solo il proprio dovere.

Questo è solo un esempio del rischio che corre l'Italia, che dopo decenni di scontro ideologico, tra Comunismo e Democrazia, e personalistico, tra Berlusconi e i suoi nemici, potrebbe continuare la fase di scontro permanente. Direi che è questa l'aspetto più triste della storia della Repubblica italiana: non c'è mai stato un periodo di vera unità e accordo sui principi fondamentali. E proprio ora che sembrava essercene la possibilità si torna allo scontro esistenziale. Con Renzi che taccia i suoi avversari, soprattutto quelli interni al suo partito, come disfattisti e Salvini, Grillo e gli altri che fanno ciò che sappiamo. Impareremo mai ?

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