Perché San Marino non fu annesso all’Italia?

In termini culturali San Marino è senza dubbio parte dell’Italia, o più propriamente della regione da cui è circondato: stesso dialetto, stesse persone. Viene da chiedersi quindi come mai sia sfuggito all’unificazione dell’Italia, quando altri Stati pre-unitari, volenti o nolenti, si aggiunsero al nuovo Stato.

La ragione è la lungimiranza politica dei suoi abitanti. San Marino ha sempre cercato di mantenere la sua neutralità e la sua dimensione irrilevante.

Come uno dei suo Reggenti (i.e., guida politica), disse a Napoleone, quando questi gli offrì di allargare il suo territorio:

La Repubblica di San Marino, contenta della sua piccolezza non ardisce accettare l’offerta generosa che le viene fatta, né entrare in viste di ambizioso ingrandimento che potrebbero col tempo compromettere la sua libertà

Antonio Onofri, Reggente di San Marino

La sua piccola dimensione era una migliore garanzia della sua indipendenza che un esercito potesse essere. Più era piccola, più era facile da ignorare. In effetti, a meno che si guardi una mappa, è difficile notare la presenza di San Marino.

La neutralità divenne utile durante il Risorgimento, perché permise a San Marino di ospitare rifugiati politici dagli Stati vicini, che tentavano di sopprimere i moti liberali e patriottici.

Lo stesso Giuseppe Garibaldi vi trovò rifugio nel 1849 dopo una sconfitta. Egli riconobbe il loro supporto e, quando più tardi riuscì nei suoi intenti politici, rispettò il desiderio di San Marino di mantenere la propria indipendenza.

Questo atteggiamento continuò ancora in seguito. Per esempio, ci fu un Partito Fascista Sanmarinese, ma mantenne la sua neutralità durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu occupato dalle truppe Tedesche e, una volta liberato, arrivò a chiedere riparazioni al governo del Regno Unito per gli attacchi sul suo territorio.

I Sanmarinesi sono fortemente orgogliosi di questa indipendenza formale, anche se, nei fatti, essa è fondamentalmente amministrativa più che politica, come per molti altri piccoli stati. San Marino infatti riceve un contributo annuale dall’Italia. San Marino è troppo piccolo per sostenere tutti i fondamenti di uno stato moderno e per questo è strettamente legato all’Italia in base ad accordi formali e sostanziali. Ad esempio, benché tecnicamente San Marino abbia un esercito, la sua difesa in caso di aggressione è responsabilità dell’Italia; San Marino non fa parte dell’UE, ma in seguito a precedenti accordi con l’Italia (quando ancora l’Italia usare la Lira) può usare l’Euro.

In altre parole, il piccolo Stato non può avere una politica indipendente, ma ha autonomia nel gestire i propri affari interni. D’altra parte, anche se in misure differente, lo stesso si può dire dell’Italia, che deve coordinare molte politiche con gli altri Paesi europei perché queste abbiano un reale effetto nel mondo. Nei fatti, gli Stati veramente indipendenti sono pochi. Per San Marino la sua dipendenza è semplicemente più manifesta.

Anche se, bisogna dirlo, formalmente la sua indipendenza non è affatto differente da quella di qualsiasi altro Stato. È importante ricordarlo perché capita di incontrare persone che, ad ogni contrasto con piccoli Stati come Vaticano o San Marino, sostengono, con assoluta noncuranza, che l’Italia dovrebbe annetterseli per risolvere il problema. Il che è come sostenere che dovremmo annetterci la Svizzera per risolvere ogni contenzioso fiscale. Non bisogna confondere la potenza con la legittimità. Qualcosa che San Marino si è conquistata sul campo riuscendo a gestire le varie vicissitudini della storia che hanno colpito la penisola italica negli ultimi secoli.

Commenti recenti

  • Guidi Antonio
    14 Ottobre 2021 - 06:48 · Rispondi

    Vorrei complimentarmi con gli abitanti di San Marino per non aver ceduto a nessuna offerta di espansione territoriale pur di mantenere l’indipendenza difendendo la loro liberta’ Purtroppo oggi ha dovuto cedere ad un sistema politico comune con l’Italia mantenendo la sua gestione in autonomia

  • gabriella trancanelli
    19 Dicembre 2021 - 21:36 · Rispondi

    non sono d accordo che questo stato anche se piccolo mantenga questa indipendenza di comodo visto che poi riceve contributi dallo stato italiano bella indipendenza!

    • Gabriele
      19 Dicembre 2021 - 22:42 · Rispondi

      Se è vero che l’indipendenza di San Marino sia anacronistica, rimane comunque reale. Vale a dire nessuno, guardando una mappa direbbe, che San Marino costituisce una naturale comunità autonoma dall’Italia, però è così. L’Italia non potrebbe semplicemente occupare e annettere un altro Stato senza proteste e forti conseguenze. Non sarebbe diverso che annettersi la Svizzera.
      Quindi capisco l’argomento morale del fatto che San Marino dovrebbe “cavarsela da sola”, però le opzioni disponibili non sono queste. La scelta per l’Italia è tra finanziare San Marino, e assicurarsi una politica amica, o che San Marino si venda a qualcun altro. Alla fine non è molto diverso dalle molte politiche di giustizia sociale per cui le parti ricche del Paese finanziano le parti povere. Il vantaggio per le parti ricche è mantenere un’unità politica che semplifica la vita.

  • MauraC
    10 Febbraio 2022 - 19:43 · Rispondi

    I Sanmarinesi le tasse le pagano all’italia ? Va da sé che i soldi che ricevono da parte del governo italiano arrivano dallw tasse che noi paghiamo

  • Daniele
    1 Marzo 2022 - 14:55 · Rispondi

    mumble… potreste elencare precisamente quali sono questi “contributi” generosamente versati dall’Itala? Quelli gratuiti, ovviamente, non quelli in cambio di qualcosa…
    A memoria non ci sono. Mentre, sempre andando a memoria, durante la Guerra, circa 100mila sfollati italiani trovarono rifugio a San Marino nelle gallerie della ferrovia e altri luoghi, così come oggi circa 6mila italiani lavorano a San Marino ogni giorno per portar via da lì (è brutto dirlo così) il loro reddito per sfamare le famiglie in Italia (e pagano anche le tasse in Italia, per la parte eccedente la franchigia).

    • Gabriele
      1 Marzo 2022 - 15:54 · Rispondi

      La richiesta di fonti è ragionevole. Non ho sottomano l’articolo che avevo usato originariamente, ma ne cercherò un altro.

      Comunque, come ho detto altrove, non porrei la questione in termini conflittuali di chi si avvantaggia di chi. Per esempio, certamente l’Italia si occupa anche della difesa di San Marino, il che ha certamente un valore economico, ma sopratutto politico, che è difficile quantificare. Come ho detto, nei fatti, non esistono alternative migliori per nessuno dei due, il che renderebbe cambiare i rapporti attuali un rischio maggiore dei possibili vantaggi.

      Aggiornamento. Non riesco più a trovare la fonte per quell’affermazione. Così sono andato a leggere il bilancio di San Marino e in effetti non risultano contributi dall’Italia, quindi ho aggiornato l’articolo.

  • MARCO
    11 Marzo 2022 - 21:43 · Rispondi

    Bella ricostruzione ma imprecisa sulla indipendenza. Infatti, la Repubblica gode di piena indipendenza politica e territoriale e non riceve contributi dall’Italia. Le poche somme che l’Italia versa sono riferite a rinunce, risalenti al 1939, o gestioni comuni su specifiche attività.

    • Gabriele
      13 Marzo 2022 - 15:50 · Rispondi

      Non è il primo a farlo notare, avevo letto questa informazione da qualche parte, ma non riesco più a trovare la fonte. Così sono andato a leggere il bilancio di San Marino e in effetti non risultano contributi dall’Italia, quindi ho aggiornato l’articolo.

  • Roberto
    14 Marzo 2022 - 06:58 · Rispondi

    È ovvio che San Marino, come la Svizzera sono Stati di comodo per i potenti. In Veneto per esempio che pur avendo vinto un referendum per la sua autonomia non viene neanche considerato. Come i paesi del Tiirolo ola Catalonia. Ci sono troppi interessi

  • enore battaglia
    16 Aprile 2022 - 14:16 · Rispondi

    Anche le famose regioni o province italiane a statuto speciale godono di risorse economiche supplementari,rispetto a quelle ordinarie.La difesa,è ovvio che se non abbia un esercito di fatto non ne ha bisogno.la dipendenza per certi aspetti della cosa pubblica dall’Italia è certamente una forma di inquinamento che dovrebbero contenere per il loro benessere

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