SITO PERSONALE DI UN GENIO QUALUNQUE

Abbiamo il diritto di salvarli?

Abbiamo il diritto di salvarli?

Esiste un buon numero di brave persone che vorrebbero far di tutto per salvare gli altri. Ovvero, vorrebbero aiutare le persone di un altro Paese in nome di un certo principio morale. Per esempio, dichiarare guerra alla Corea del Nord, Stato noto per essere in fondo a tutte le classifiche sui diritti umani1 e sulla ricchezza2.

L’aristocrazia filantropica

L’aristocrazia filantropica

Negli ultimi anni è sorta una nuova classe di benefattori come Bill Gates, Warren Buffett, etc. Sono indubbiamente grandi uomini nel senso che hanno dimostrato notevoli capacità e influenzato il mondo più di quanto la stragrande maggioranza di noi farà mai. Bill Gates, in particolare, ha deciso di dedicare il resto della sua vita alla filantropia, non solo i suoi soldi, ma sopratutto il suo tempo e le sue energie, che sono uguali per tutti e quindi più preziosi per chi di soldi ne ha palate. Bill Gates non è solo grande, è anche uomo buono.

E se Trump fosse come Gandhi?

E se Trump fosse come Gandhi?

Trump è oggetto di paragoni infelici da parte dell’elite americana: da Berlusconi a Hitler. Oltre ovviamente ai vari fascisti e ai più specifici come Orban o Le Pen. In pratica è variamente accusato di populismo e fascismo. I termini vengono trattati come se fossero sinonimi, ma ovviamente c’è differenza. Il populismo indica più un modo di interpretare il potere che un’ideologia politica. Il populista non è l’incarnazione del potere, un uomo del destino, come pensava di essere Hitler, ma più uno scettico che crede contino più le persone che le idee. Credo sia una buona definizione perché cattura gli aspetti positivi e negativi, sono disponisbili a cambiare le idee se queste si rivelano sbagliate, ovvero se non gli consentono di ottenere il potere.

La nascita dell’italiano

La nascita dell’italiano

Il volgare latino, ovvero la lingua parlata dal popolo(=volgus) romano, iniziò a cambiare lentamente quando cadde l’impero romano e le comunicazioni divennero difficoltose. I nuovi conquistatori in qualche caso adottarono i costumi locali (es. Italia, Spagna) e qualche volta no (es. Inghilterra), ma comunque influenzarono ovunque il linguaggio. In buona parte non fu una vera e propria scelta, ma dipese dal radicamento della cultura romana1. Dopotutto gli invasori erano una minoranza, probabilmente in percentuale inferiore agli immigrati oggi presenti nelle varie nazioni d’Europa. Anche se formavano la classe dirigente, la loro influenza aveva dei limiti.All’inizio del secondo millennio il passaggio alle lingue romanze era completo e il volgare latino parlato in Italia era divenuto una serie di lingue locali.

Il tempo delle distopie

Il tempo delle distopie

Ricordo di aver letto che i grandi film del passato possono rimanere attuali, ma i trailer dopo qualche anno sembrano sempre bizzarri. Questo perché i trailer sono strumenti di marketing, quindi sono rivolti alla moda, alle emozioni, del momento. Ma cosa c’entra con le distopie?

Le origini del conflitto tra Turchia e Curdi

Le origini del conflitto tra Turchia e Curdi

I recenti attacchi della Turchia in Siria contro l’ISIS e i Curdi, e la conseguente ripresa delle ostilità contro il PKK ha dato inizio, in Italia, a una serie di dimostrazioni di supporto verso i Curdi e attacchi alla Turchia. Si sono viste soprattutto buone intenzioni più che buone considerazioni. In particolare, come molto spesso avviene quando si parla di cose di cui si ha poca conoscenza, si è data l’impressione che i Curdi fossero unicamente i buoni, mentre i Turchi fossero i cattivi che volevano colpire i Curdi. Con questo articolo cercherò di spiegare perché i Turchi sono ostili ai Curdi, senza difendere l’uno o l’altro, ma cercando di mostrare le motivazioni e la mentalità turca.

L’Italia non è razzista

L’Italia non è razzista

Esiste una parte del nostro Paese che considera gli italiani un popolo di razzisti o, al contrario, della brava gente. Penso che siano entrambi atteggiamenti sbagliati. Se è vero che l’Italia spesso non ha potuto fare alcunché, e quindi neanche nulla di male, quando si è distinta lo ha fatto in senso positivo; al contempo è anche vero che nella storia recente ha spesso seguito le cattive abitudini di altri. Uno dei maggiori problemi di un Paese come il nostro, attualmente privo di intellettuali indipendenti, è proprio quello di subire le influenze straniere, anche quando queste non hanno nulla da dire sulla nostra situazione.

Recensione di Mazzini di Giovanni Belardelli

Recensione di Mazzini di Giovanni Belardelli

Questa sarà la recensione del libro di Belardelli, quanto una riflessione su Mazzini stesso. Innanzitutto devo dire che ho trovato questo libro migliore di quelli di Denis Mack Smith che, se potete, vi consiglio di evitare. Dico se potete perché è sicuramente lo storico del risorgimento italiano che ha avuto più fortuna; ha scritto libri sia sui tre padri della patria che sul risorgimento in generale, sulla dinastia Savoia e la storia post-unitaria. Insomma per chi vuole approfondire la storia della fondazione d’Italia è difficile evitarlo. Il problema di Smith consiste nella sua abitudine a esprimere opinioni personali sull’oggetto dei suoi studi; ad esempio rivela una certa ostilità per Cavour, accusato di bassezza morale, sostanzialmente per la sua alleanza con la Francia che Smith, da buon inglese, non gradisce. Tale atteggiamento è ovviamente discutibile per uno storico1. Al contrario Belardelli si limita a criticare Mazzini, ovvero a osservare oggettivamente i suoi difetti. Ad esempio, quando rimarca che egli spesso mostrava una rocciosa ignoranza della realtà italiana, sia per il suo esilio che per sua personalità.

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